venerdì 8 marzo 2013

Liberal Arts


Un film di Josh Radnor con Josh Radnor, Elizabeth Olsen. USA, 2012

Opera seconda per Josh Radnor, autore, regista ed interprete di Liberal Arts nonchè del suo esordio alla regia di due anni precedente Happythankyoumoreplease, entrambi presentati al Sundance Film Festival, rispettivamente nel 2010 e nel 2012.
Radnor è Jesse, nostalgico trentacinquenne di New York che ritorna in Ohio, dove ha frequentato il college, per ritrovare uno dei professori prediletti con cui ha mantenuto rapporti di confidenza ed amicizia sincera. Amante della storia e della letteratura, Jesse vive in uno splendido caos-cosmo personale, immerso nei grandi autori classici o contemporanei che in qualche modo plasmano la sua visione del mondo ed il suo modo di rapportarsi ad esso: durante il suo soggiorno rivive gli anni spensierati del college ricordando con malinconia le lezioni sui poeti romantici, le scoperte artistiche e culturali che gli hanno cambiato la vita e le facili ed inutili relazioni sprecate in un luogo tanto culturalmente stimolante quanto sentimentalmente vuoto. 
La stessa insoddisfazione risiede anche nell'animo puro di Zibby, studentessa di teatro diciannovenne con cui Jesse si ritrova a discorrere amabilmente e lungamente tra i parchi lussureggianti e l'intimità delle librerie del campus: stimolanti chiacchierate che si trasformano, una volta tornato a New York, in lunghe lettere scritte a mano sulla rivelatrice e sublime musica di Beethoven o su ottocenteshi personaggi tormentati in cui riconoscere le proprie inquietudini.
Una tenera amicizia al confine tra il vero amore e la sensualità intellettuale di due corpi imprigionati nei legittimi dubbi e nei sensi di colpa preventivi, quelli che un adulto chiamerebbe moralità, e si fa presto amaro quel sentimento a cui è impossibile trovare un posto tra i cuori affamati e dolenti, che pur volendosi, non possono amarsi.
Zibby e Jesse, dunque, si ritrovano, neanche a volerlo, nei panni di due amanti bohémien tormentati, di quelli un po' tristi che si guardano negli occhi in silenzio eppur si parlano, dedicandosi poesie disperate sul loro stesso impossibile amore, sotto gli occhi di chi non comprende la complessità di un rapporto che non consumandosi, è condannato a vivere in se stesso e ad ardere tragicamente per l'eternità.
Un piccolo ma significativo ruolo appartiene a Zac Efron, Nat nel film, onirica e grottesca presenza misteriosa che si aggira solitario nottetempo tra le panchine del college filosofeggiando con Jesse, raccontando incredibili storie ed infondendo coraggio agli innamorati, folle cantore delle stranezze del mondo.
Una leggerezza amabile rende quest'opera una delicata coccola per l'occhio e per il cuore, senza scadere nell'inutile stucchevolezza di tante commedie simili, bensì aprendosi allo stimolo culturale più di quanto non farebbe un film realizzato proprio a tale scopo.
Un film di dialogo sulla disillusione nei confronti di un futuro incerto e frustrante, sulla maturità ritrovata di un uomo che non approfittandosi di una fugace (?) infatuazione, dimostra il proprio rispetto a quella donna che entra con magnetico sorriso nel suo cuore sdolcinato ancora ingenuo e sognatore, una storia d'equilibri turbati, di anime affezionate e tenerezze mai sprecate.
Piacevole scoperta di un nuovo regista emergente che si presta a se stesso per un personaggio divertente ed ironicamente spaesato, combattuto e confuso dalle titubanze dell'uomo contemporaneo in un film perfettamente riuscito.