sabato 27 aprile 2013

5 motivi per amare To Rome With Love


Ieri pomeriggio, mentre scoprivo su youtube una nuova vlogger di libri e cinema molto simpatica e piacevole da ascoltare, PennyLane1202 (che ringrazio per avermi ispirata), mi sono imbattuta nella sua video-recensione di To Rome With Love in cui diceva di non averlo apprezzato particolarmente.

E' abbastanza noto quanto, questo film, non abbia fatto impazzire quasi nessuno senza distinzioni tra pubblico e critica: considerato una cine-cartolina inutile, girata per perdere un po' di tempo e soldi, io non sono mai stata completamente d'accordo con queste opinioni, così dichiaro che è giunta l'ora, anche per me, di uscire allo scoperto.
Cercherò di non fare paragoni con i più di quaranta film che Woody Allen ha all'attivo, la maggior parte dei quali incommensurabili capolavori, perché è una pratica che non trovo giusta per nessun film o regista; è legittimo, anzi doveroso, contestualizzare le varie opere filmiche all'interno di una carriera tanto vasta quanto geniale, trovarne elementi comuni, fare voli pindarici, collegamenti vari, ma filosofeggiare su quanto i suoi ultimi lavori non siano di certo all'altezza di Manhattan o Io e Annie lo trovo anacronistico e discretamente radical chic.

Sì, alcune critiche sono da fare: manca la solidità di una trama concreta, non c'è un vero protagonista di spicco essendo un film corale, ma anche la coralità inevitabilmente si perde poiché le storie, pur nella loro diversità, non sono veramente coese tra loro come, invece, accade nei veri film corali in cui i protagonisti, anche se numerosi, sono tutti molto potenti scenicamente e portano avanti la narrazione con le loro storie più o meno intrecciate.

Nonostante tutto, ecco i miei 5 motivi per amare To Rome With Love:

- Presi singolarmente ci sono alcuni personaggi interessanti tra cui il goffo Antonio interpretato da Alessandro Tiberi che, da Boris, è come se portasse avanti il personaggio dello stagista sfigato a cui ne capitano di tutti i colori. Divertente.
Il personaggio migliore di tutti: la traboccante di sensualità Monica, interpretata da Ellen Page. Un personaggio magnificamente delineato (il più completo probabilmente) che, pur rientrando nello stereotipo dell'intellettualoide femme fatale che ogni uomo sognerebbe, conduce la storia che da sola, manda avanti l'intero film, ancor meglio, la storia su cui sarebbe stato meglio che l'intero film si fosse basato. Un po' esistenzialista francese, un po' nevrotica newyorkese, donna tormentata ed in preda al suo stesso edonismo, dà all'opera un tocco “alla Julie Delpy” e ai suoi film di dialogo. La signorina Julie.

- Gli scorci romani e i vicoli trasteverini: chi dice che una cine-cartolina debba per forza essere sempre una marchetta?
Il fascino di Roma è stato colto alla perfezione dall'occhio (turistico) di Woody Allen, che, tra l'altro, si è sempre contraddistinto per la sua sensibilità estetica, basti pensare ad altre sue cartoline quali Vicky Cristina Barcelona o Midnight in Paris. Cinema in viaggio.

- La presenza di Woody Allen stesso: finalmente! Non si assisteva ad un ritorno davanti alla macchina da presa di un suo stesso film dai tempi di Scoop, 2006.

- Tributo alla musica, all'opera e all'arte italiana. Verdi, il Rigoletto, La Traviata, I Pagliacci di Leoncavallo...sublime paesaggio sonoro.

- La voce del vigile nel doppiaggio italiano: Francesco Pannofino. Mitico. C'è un po' di René Ferretti anche in questo film, così come in tutti noi!

Per i nostalgici che vorrebbero ritrovare il Woody vecchio nel nuovo, non mancano in realtà alcuni topoi del suo cinema o della sua arte, tra cui la gag della doccia: è un'idea che risale a trent'anni fa e che Woody Allen ha sempre corteggiato citandola spesso in film citazioni e scritti, o ancora la nevrosi del suo personaggio, la paura dell'aereo, le medicine. Altro grande topos il fantasma di Alec Baldwin: è un divertente espediente ricorrente nella sua cinematografia a partire da Provaci ancora Sam (di Herbert Ross ma comunque tratto da un testo di Woody) in cui si faceva vivo il fantasma di Bogart, o quello in Io e Annie dalla cui fila per il cinema compare magicamente Marshall Mc Luhan, in un momento epocale del cinema mondiale, in cui il regista si rivolge direttamente allo spettatore rendendo la finzione reale e la realtà mera finzione.

Tutto questo perché amo visceralmente Woody Allen e cerco di ingannare l'attesa per il suo prossimo film! 
Chi lo desiderasse, nei commenti o con un post sul proprio blog, può replicare con i propri 5 motivi per amare o non amare To Rome With Love

Buon cinema!