giovedì 2 maggio 2013

Sightseers


Un film di Ben Wheatley con Alice Lowe, Steve Oram. UK, 2012.

E' stato presentato allo scorso Festival di Cannes ed è una black comedy spiazzante: terza opera indipendente del regista, è stata scritta, oltre che da Amy Jump, dagli stessi due protagonisti Alice Lowe e Steve Oram. Quando un road movie si veste di nero.


Chris e Tina: una giovane coppia appena nata alle prese con i preparativi per la loro prima settimana di vacanza insieme in roulotte. Ed è tra l'imbarazzo genuino e l'entusiasmo di un amore nuovo, che inizia il viaggio che li condurrà alla più totale perdizione morale.

Un incipit da tradizionale road movie di coppia tra le campagne inglesi, con un'atmosfera rilassata che, ben presto, si incrina inesorabilmente in un concatenarsi d'eventi inarrestabili davanti a cui gli spettatori (ma anche i personaggi stessi) inermi, non trovano valide spiegazioni rimanendo pietrificati, prede del più spaesato e gelido sbigottimento.
Il vortice mortifero della follia investe ogni personaggio con una leggerezza e freddezza tali da soft-splatter.

Le ambientazioni suggestive, i paesaggi rosati e le british vallate sconfinate conferiscono un tocco romantico al film, grazie anche ad una fotografia perfettamente studiata ed aiutata senza dubbio dai morbidi cieli plumbei d'Inghilterra, vero dono speciale per ogni operatore che si rispetti.
Ottime anche le scenografie d'interno riguardanti la roulotte: il nido dei due personaggi, cuore del film e unico luogo sicuro per la loro insana storia d'amore che fin dal principio è destinata a precipitare senza possibilità di riscatto.
Un'estetica romantica, dunque, rende ancor più straniante il contrasto con la trama inquietante e misteriosa, musicata da una colonna sonora d'autore alternata ad uno spartito di suoni e rumori spaventosi.
Molto iconiche alcune inquadrature non convenzionali “alla Wes Anderson” dall'alto o dal basso di particolari, dettagli o personaggi o ancora gli sguardi in macchina da nouvelle vague.

Una commedia particolare, dunque, che racchiude in sé diversi altri generi cinematografici in un connubio ben coeso, senza che nessuno di essi prevalga, anzi mantenendo sempre alto il livello sia di suspense, che, soprattutto, d'ironia fredda e grottesca.
Una visione brutale e divertente che fa della frustrazione un'arma deleteria contro il mondo e le piccole cose/persone che lo abitano. Emblematico lo sguardo del personaggio di Alice Lowe che per tutto il film, attonita come lo spettatore, non crede a ciò che vede.