giovedì 15 agosto 2013

Marriage Material

Un film di Joe Swanberg con  Kentucker Audley e Caroline White. USA, 2012

Ideato, scritto, interpretato, diretto, montato e prodotto da Joe Swanberg, è il film che precede Drinking Buddies nella filmografia del giovane regista indipendente.
Dura soli 55 minuti ed è visibile gratis sul suo canale vimeo.

E' un film quasi familiare, è una di quelle opere no budget appartenenti alla vita di un regista, con le quali non si racconta una storia a caso, ma una storia che in qualche modo parla della vita dell'artista stesso, essendo per di più interpretata dai suoi familiari.
Swanberg riprende se stesso e gli amici che lo circondano, fino a far entrare nella sua intimità anche lo spettatore più distratto che si ritrova a curiosare nelle vite delicate di una coppia improvvisamente preda dell'insicurezza.
Regista e moglie interpretano due coniugi che lasciano per una notte in affidamento la pargoletta ad un'altra coppia di amici, Andrew e Emily interpretati da Kentucker Audley e Caroline White. Tra questi ultimi, sarà proprio lei a fare i conti con una nuova consapevolezza in sé, quella di desiderare un figlio, nonostante le situazioni economicamente poco accoglienti in cui versano le generazioni dei venti-trentenni di oggi.
E' proprio nella scena madre del film, dunque, la sequenza più lunga, che la coppia affronta, non senza incomprensioni ed esitazioni, l'argomento tanto delicato. Quasi un piano sequenza, se non fosse per alcuni tagli tra cui uno, particolarmente significativo, in cui non osserviamo più i due personaggi a letto che parlano, bensì delle polaroid. Sono loro due, ritratti in fotografie appese ad un filo, mosse incessantemente da un ventilatore sul soffitto. Foto di lei, foto di lui, lei, lui, quasi a simboleggiare la scena stessa in cui i due si rimbalzano il discorso a colpi di silenzi e domande, in una danza che ci si trova davanti inconsapevolmente e dal cui vortice risulta difficile uscire.
Una scena quasi dolorosa: si percepiscono l'imbarazzo e la fragilità di lei che si mette a nudo davanti al suo uomo esprimendo desideri tanto delicati e la titubanza di lui, che fa quasi tenerezza, preso alla sprovvista, gelido ma allo stesso tempo crudelmente amorevole nei suoi confronti.
Sembra un film casuale, che al contrario, seppur con semplicità, risulta molto studiato.
Infatti è suddiviso in tre parti: quella iniziale, la centrale, più sostanziosa, e la scena finale, che pur essendo contenuta, è la più enigmatica.
(SPOILER) Una scena intrisa al contempo da diversi sentimenti: non conosciamo la sorte dei nostri personaggi, non si capisce in che stato d'animo li lasciamo o con quali intenzioni. E' solo possibile fare delle supposizioni, più o meno romantiche, alle quali è come se si sentisse costantemente l'esigenza di trovar soluzione. Un film che, dal punto di vista emotivo, lascia sicuramente un certo qual senso di amarezza e insoddisfazione. Gioiellino.